Contributo al programma della Sinistra Unita [di Circolo Ilaria Alpi]

2 Febbraio 2010 Nessun commento
RIFONDAZIONE COMUNISTA. CIRCOLO "ILARIA ALPI" DI SASSARI
CONTRIBUTO AL PROGRAMMA DELLA SINISTRA UNITA

La crisi economica e non solo che imperversa in questa città e nella provincia, obbliga tutte le organizzazioni politiche, culturali e associative ad una presa di coscienza, che il nostro territorio ha bisogno di una svolta programmatica che metta in campo le migliori forze perché il futuro non debba essere un’ incognita, o peggio, una minestra riscaldata e mangiata per forza. Situazione creata da un modello economico ormai superato che ha accentuato le diseguaglianze di classe, marcandole sempre di più. I ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Poveri sempre meno garantiti dei servizi che attenuavano le disparità socioeconomiche. Modello economico che ha creato un esercito di manodopera sottopagata e continuamente ricattata di licenziamento, pur di accettare condizioni di lavoro sempre meno garantito e sempre più precario. Modello economico che ha smantellato tutte le produzioni locali in cambio di un pugno di occupati nella grande distribuzione, depauperando quello che in passato era il nerbo economico della nostra isola, cioè l’agropastorizia e l’artigianato in genere. Modello economico che ha trasformato i servizi essenziali, come la sanità, la scuola, i beni demaniali, l’acqua, i trasporti, le strade, i porti e gli aeroporti, in costi per poterli regalare a gestori privati che, con risorse pubbliche, creano i loro profitti senza che la ricchezza prodotta ricada nei territori interessati. La privatizzazione dei beni primari ha creato quelle condizioni di diffusa povertà che viviamo e avvertiamo in mezzo a noi. Questo modello economico che, con produzioni inquinanti ha per sempre compromesso il riutilizzo del territorio dove il polo industriale è situato, cioè anche bonificandolo deve essere sempre e solo utilizzato come area industriale. Il petrolchimico, che comunque rimane una ricchezza della città-territorio, deve essere ripensato e arricchito di produzioni meno inquinanti e che creino quel valore aggiunto quale la chimica fine può garantire.
Queste condizioni economiche hanno costretto i Comuni e i sindaci ad impegnare sempre di più risorse nell’aiuto ai più poveri ed ai meno garantiti come i disoccupati e i pensionati. In questi quattro anni molte cose sono state fatte, ma molte altre se ne potevano fare, e ci auguriamo che la prossima amministrazione, dopo aver rimesso in sesto le infrastrutture del centro storico, si occupi degli abitanti sia del centro storico che della città tutta. Da parte nostra, in piena collaborazione con le altre forze della sinistra, avanziamo qualche punto di programma che sarebbe indirizzato ad un miglioramento del vivere in questa città.
1)NESSUN POSTO DI LAVORO DEVE ESSERE PERDUTO. L’ENI non può permettersi si licenziare una provincia intera. Chiudere baracca e abbandonare il sito all’incuria totale. Vanno mantenuti tutti gli operai al lavoro, verticalizzare ancor di più la produzione e diversificare, producendo chimica fine e agrochimica. Bonificare il resto del sito per altri investitori interessati.
2)SI ALL’ENERGIA RINNOVABILE. NO AL NUCLEARE. In collaborazione con il mondo universitario e settori della ricerca, bisogna creare tutte le condizioni perche il settore delle energie alternative, pulite e senza scorie radioattive o quant’altro di inquinante, facciano della nostra Provincia il primo sito ad Emissioni Zero. Modello che venga poi diffuso in tutta la Regione. L’energia fotovoltaica, solare, biomassa, eolico, etc. diventino il contenitore occupativo del prossimo futuro immediato.
3)SASSARI E L’AGRICOLTURA. La nostra città e la Provincia intera hanno una vocazione storica verso la produzione agricola. Sassari è tra i comuni d’Italia con più territorio agricolo pubblico o demaniale. Mantiene la proprietà di molti oliveti, di terre ormai incolte e abbandonate. In periodo di crisi è un insulto lasciare che questa ricchezza venga ancora abbandonata. In questo modo si alimentano gli appetiti dei soliti speculatori che, con la scusa della valorizzazione del territorio, di fatto lo privatizzano costruendo ecomostri, o peggio, urbanizzandolo senza criterio. In collaborazione con le scuole professionali della provincia, con le associazioni di categorie, bisogna costituire cooperative giovanili e non, per lo sfruttamento produttivo delle terre pubbliche che tali devono rimanere.
4)PIU’ INFRASTRUTTURE. Per poter ancora sperare di far parte di quella porzione di mondo sviluppato o industrializzato, Sassari e la provincia hanno bisogno di un forte intervento nel miglioramento delle infrastrutture attuali: La ALGHERO-SASSARI-OLBIA non deve rimanere un sogno, così per la Sassari-Platamona; per la strada dell’Anglona e tutte le incompiute che fanno di questo territorio un tessuto sfilacciato e una rete disunita con zone interne ormai abbandonate e lontane dai centri della Provincia. Il territorio ed il Comune devono sentirsi come un insieme unito e collegato in modo che i tempi di percorrenza non siano snervanti e mortificanti. Anche in questo settore il pubblico deve essere prevalente. Il privato non sempre si è dimostrato all’altezza della situazione. I Trasporti sono cruciali perché possano rispondere a logiche di mero bilancio ragionieristico. Una voce a parte merita il settore di trasporto merci. La ferrovia ormai abbandonata dalle F.S. può decongestionare le strade dai camion. Le merci possono viaggiare in ferrovia soprattutto la notte quando i treni passeggeri non viaggiano. La rete delle infrastrutture deve avere un porto che sia tale. Porto Torres deve assumere tutte quelle caratteristiche di Porta di Ingresso della Sardegna. Adesso è un’accozzaglia confusa che rende il viaggiatore, il turista un essere spaesato che pensa di essere sbarcato in un perenne cantiere, invece che nell’Isola dei sogni.
5)SASSARI CITTÀ UNIVERSITARIA. La presenza dell’Università è paradigma di città giovane pensata per le loro esigenze sia di studio che di socializzazione. Niente di più falso. Il comportamento dei sassaresi nei confronti degli studenti fuorisede è sempre stato solo ed esclusivamente economico. Il continuo e fastidioso aumento dei fitti delle case, camere, cantine, magazzini, sottani vari, hanno creato una classe di speculatori ed approfittatori. Lo studente si sente un corpo estraneo, non inserito nel tessuto urbano. Questo comportamento ha reso questa città invivibile a tutti coloro che appartengono a quelle classi sociali medio basse, che lasciano nelle tasche di costoro molta parte del loro reddito senza avere in cambio nulla. Quindi, finiti gli studi, si scappa via da questa città inospitale, creando un impoverimento culturale di tutto il tessuto urbano. Il Diritto allo Studio deve essere garantito a tutti in egual misura. Chiediamo che il Comune attivi tutti gli strumenti di controllo perché l’affitto di un locale non sia un ostacolo per tutte quelle famiglie obbligate a far venire i figli a studiare in questa città.
6)SASSARI PER I GIOVANI. Il punto più dolente di ogni amministrazione è proprio questo. Nessuno ha fatto mai niente per i giovani di questa città. Poche palestre, pochi campi da gioco, nessun luogo di aggregazione e socializzazione, nessun centro sociale, nessun centro culturale dove fare teatro o cinema o arte in genere. Insomma il nulla. Dobbiamo invertire questo modo di fare e chiedere investimenti ingenti perché i giovani abbiano il gusto di vivere in questa città. Costruire qualche palazzo in meno, creare più spazio libero dove ci si incontri per fare sport, musica e cultura e…convivialità.
7)DIFESA DEI BENI PUBBLICI. Prima di tutto L’ACQUA DEVE RIMANERE PUBBLICA. Tutti i progetti di privatizzazione dei beni e dei bisogni primari devono essere bloccati. L’acqua, come l’aria non possono essere mercificate. Bisogna chiudere e superare la fallimentare esperienza di ABBANOA. Ricondurre a completa mano pubblica la gestione dell’intera filiera dell’acqua. Stessa sorte deve avere la SANITÀ. La salute dei cittadini non deve creare i profitti di improvvisati possessori di case di cure, di cliniche e luoghi di degenza, tutti comunque pagate dallo Stato e dalla Regione. Gli ospedali e la loro gestione deve essere rigorosamente pubblica. La trasformazione degli ospedali in aziende autonome serve solamente a far chiudere tutte quelle strutture di base che rafforzerebbero pochi poli ospedalieri, costringendo i cittadini a lunghe ed estenuanti attese, alimentando i viaggi della speranza per i più semplici interventi chirurgici. LE SCUOLE non devono chiudere. Un altro bene pubblico a rischio è il sapere. Chiudendo le scuole lo Stato italiano non garantisce il più elementare diritto che ogni cittadino deve avere, cioè quello del sapere e della conoscenza. In ogni Comune deve esserci la scuola. Se mancano le risorse, si prendano i soldi dai fondi garantiti alle scuole private e confessionali. Prima l’istruzione pubblica come recita la Costituzione.
8)SASSARI CITTÀ APERTA E ACCOGLIENTE. Tutti i migranti in regola di questa città devono essere messi nelle condizioni di poter godere dei diritti primari dei cittadini. Diritto di voto, diritto all’assistenza sanitaria e sociale, diritto all’istruzione. Essere comunque accoglienti con tutti coloro che vengono in città, perché fuggono da una vita di miseria e rapina da noi alimentata.
9)REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI. È importante che gli esseri umani abbiano la possibilità di decidere singolarmente come potersi relazionare con gli altri. Non vogliamo che religioni o dispositivi regolamentari o legislativi neghino diritti di libertà individuali. Il fascismo è morto. Il registro serve perché venga dato valore ad unioni che gli interessati hanno deciso che abbiano valore e non è giusto che istituzioni fasciste e clericali lo neghino.
10)POLITICA E MORALITÀ. Non è mai fuori luogo ricordare a tutti, che chi verrà eletto a rappresentarci deve avere sempre presente che amministrare la cosa pubblica non deve mai mischiarsi e confondersi con l’amministrazione del bene proprio. È da questa confusione che nascono comportamenti che non sono in linea con l’onestà intellettuale, e non solo, quando si ha a che fare con i soldi di tutti noi.

Prosegui la lettura…

Siamo tutti uguali? [di Nanna Dore]

14 Luglio 2009 1 commento
Sassari: macchine in doppia file, di traverso, in mezzo alle curve, sul marciapiede, insomma non si può più camminare a piedi per le vie della mia città. Eppure guarda caso a poca distanza dalla mia abitazione c’è una lunga striscia di strada senza neanche una macchina. Anzi, non appena qualcuno parcheggia in quel lembo di strada, arriva immediatamente la polizia, la multa e l’impietoso carroattrezzi. Se però sono io a provare a chiamare i vigili urbani per evitare il far-west dei parcheggi nei pressi di casa mia, non viene quasi mai nessuno. Perché? Vogliamo dirlo di quale strada stiamo parlando? E’ via Fancello, una strada impercorribile spesso anche a piedi. Mentre l’altro tratto di strada, un tempo giustamente riservato all’allora Ministro degli Interni on. Beppe Pisanu, è via Principessa Iolanda.
Benché oggi non sia più titolare di tale carica, continua ad avere riservati ben 6 posteggi pur venendo a Sassari una volta ogni tanto.
Perché a lui questo privilegio? Perché paga più tasse di me?
Mi dispiace far notare certe incongruenze ad un amico, ma l’uguaglianza tra i cittadini è per me un valore fondamentale.

 

Prosegui la lettura…

Controvertice G8 [di Circolo Ilaria Alpi di Sassari]

3 Luglio 2009 1 commento

Lettera al Sindaco di Sassari [di Antonio Falchi]

14 Giugno 2009 7 commenti
Al Sindaco del Comune di Sassari
Dott. Gianfranco Ganau
Palazzo Ducale
Piazza del Comune 1
07100 Sassari
e p.c.
All’Assessore all’Urbanistica
Sig. Gavino Zirattu
All’Assessore ai Lavori Pubblici
Sig. Piero Nurchis
 
Oggetto: petizione per richiesta di intervento urgente in Viale San Pietro
 
Egr. Sig. Sindaco,
più volte è stato portato alla Sua attenzione ed a quella dell’Amministrazione Comunale il problema dell’assenza di strisce pedonali in Viale San Pietro.
L’assenza della segnaletica, come da Lei specificato in risposta a precedenti segnalazioni, è dovuta principalmente alla presenza delle rotaie del tram ed ai precisi divieti imposti in merito dal Codice della strada; su tale aspetto le Ferrovie della Sardegna (FdS), in qualità di gestore della Metropolitana di superficie pone, sempre secondo quanto da Lei affermato, problemi tecnici non facilmente risolvibili.
Abbiamo a questo punto problemi di carattere amministrativo e tecnico da un lato, dall’altro migliaia di persone che, frequentando quotidianamente il tanto nominato Viale, espongono a seri rischi la propria incolumità.
L’assenza di appositi attraversamenti pedonali, le innumerevoli barriere architettoniche presenti nella zona (assenza di scivoli idonei in corrispondenza dei marciapiedi antistanti gli ingressi agli stabili di degenza, marciapiedi gravemente dissestati od addirittura completamente assenti come in prossimità dell’ormai abbandonata edicola all’ingresso del "Palazzo Clemente", cordoli di delimitazione delle rotaie, dislivelli del piano stradale e quant’altro quotidianamente sotto gli occhi di tutti) rendono la zona impraticabile soprattutto per i portatori di handicap che, considerata l’area cui facciamo riferimento, rappresentano, numerosi, i fruitori dei servizi offerti; l’elevata velocità delle macchine che sfrecciano incuranti dei passanti rende, inoltre, indubbiamente, Viale San Pietro una strada cittadina ad elevato rischio di incidenti per tutti coloro che, per lavoro o per motivi di salute, si trovano a frequentarla.
Concordiamo sul fatto che la soluzione praticabile più semplice sia quella della sua definitiva chiusura al traffico, con l’esclusione dei mezzi di soccorso e di servizio, nel tratto compreso tra le Vie Matteotti e Manzella (consentendo quindi il libero accesso ai parcheggi a pagamento dei palazzi "Clemente" e "Stecca Bianca"); tale soluzione risulta oltre che facilmente applicabile, assolutamente economica e priva di impatto sulla viabilità stradale, considerando che verrebbe limitato il traffico esclusivamente nelle poche centinaia di metri che attraversano l’area delle "Cliniche", peraltro a senso unico, consentendo invece ampiamente l’afferenza alle vie circostanti attraverso le numerose vie collaterali.
Oltre ad un guadagno dal punto di vista della sicurezza stradale, la chiusura al traffico consentirebbe di trarre indubbi vantaggi in termini di riduzione dell’inquinamento ambientale imputabile alle autovetture che vi transitano, con sicura soddisfazione per le centinaia di pazienti ospitati nei reparti di degenza che, attualmente, sono anche allietati quotidianamente dai clacson delle autovetture, subendo quindi, passivamente, l’indifferenza di quegli automobilisti incuranti delle più elementari norme stabilite dal summenzionato codice della strada.
I sottoscritti firmatari della presente chiedono pertanto alla S.V. un intervento urgente, improrogabile e definitivo volto all’abbattimento di tutte le barriere architettoniche presenti nella via e, nell’impossibilità di installare gli impianti semaforici e le relative strisce pedonali, alla sua chiusura al traffico prima che Viale San Pietro diventi teatro di gravi incidenti che coinvolgano pedoni ed automobilisti.
Certi nel Suo interessamento e fiduciosi in una rapida e definitiva risoluzione del problema, augurandole buon lavoro, porgiamo distinti saluti.
 
Antonio Falchi

Libere tutte/liberi tutti [di Leonardo Bindi]

28 Maggio 2009 1 commento

Libere tutte/liberi tutti…

Prosegui la lettura…

Elezioni europee, la Sardegna non ha mai eletto un* sard* al Parlamento europeo. [di Rita Marras]

8 Maggio 2009 4 commenti

I sardi si troveranno nuovamente privi di rappresentanza in Europa, e costretti a scegliere tra candidat* decis* direttamente dalle segreterie dei partiti a Roma. Che tristezza "il berlusconismo" condiziona le scelte anche a sinistra. La scelta dei candidati non è avvenuta in base alla capacità di rappresentanza del territorio ma in base al loro peso mediatico: che siano veline, scienziati, cantanti o intellettuali il risultato è lo stesso, vale per tutti la visibilità mediatica.
Margherita Hack, astrofisica, è capolista per Rif Com. Donna autorevole e rispettabilissima, ma questo basta per chiedere ai sardi di votarla? Perchè non candidare un* capolista espressione di questa terra? impegnat* nelle lotte per il lavoro, per l’ambiente, per la salvaguardia della nostra cultura e della nostra dignità? E’ una pretesa così assurda chiedere candidat* riconoscibili dalla gente che dovrebbero rappresentare, essendo in questa sinistra sempre più ampia la distanza tra "eletti" ed elettori?
La colonizzazione politica e culturale sia da destra che da sinistra viene imposta ai sardi ancora una volta.
E’ dunque sempre più urgente per la "sinistra sarda" confrontarsi sulla costruzione di un nuovo soggetto politico che sia in grado di perseguire una teoria e una prassi politica figlia della nostra cultura, che difenda la nostra terra e dia dignità ai suoi lavoratori. Un soggetto politico autonomo dalle segreterie nazionali e portatore delle istanze di libertà e autogoverno che questa terra chiede.

Prosegui la lettura…

A PROPOSITO DI ELEZIONI EUROPEE [di Gianni Cabitta]

5 Maggio 2009 2 commenti

A PROPOSITO DI ELEZIONI EUROPEE,

Mi rincresce che tutta quella balentia diffusa che esiste in Sardegna venga sprecata nel consumo smodato delle ½ birrette e basta. Per l’ennesima volta siamo chiamati a votare per mandare da qualche parte rappresentanti non dei sardi, ma di altre realtà che poco si sposano con gli interessi nostri. Altre imposizioni romane che chiamano i sudditi sardi a chinare la schiena e votare chi ci impongono loro. Nessuna scelta è stata discussa, solo imposta senza neanche avere quel minimo di pudore di avvisare prima. Niente. I nomi si sono saputi a cose fatte. Neanche da parte di quei partiti che ad ogni angolo dicono di volere far partecipare il popolo a tutte le decisioni. E mi fa incazzare che il fior fiore della sapienza nazionale non si indigni anch’essa per questa pratica di malcostume politico, indice di una prassi autoritaria e conservatrice. Ora mi chiedo che ci fa Margherita Hack candidata capolista in Sardegna. Certo che mi fa lustro che una scienziata abbia scelto noi sardi. Il problema è che dovevamo essere noi, eventualmente, a scegliere lei. Anche a Rifondazione il Principe ha imposto il suo volere nel nome di Dio e così sia. Simboli nuovi, falcemartello unica in lista, ma prassi vecchia. I soliti da salvare nei posti sicuri dove sorge il sol dell’avvenire. Gli altri al macero, ascari che non meritano neanche un miserabile confronto né sul programma, né sui problemi dei sardi da portare in Europa. Un nome, cazzo, datemi un nome per questa cazzo di isola, e che stiano buoni che a loro ci pensiamo noi, cazzo. Questo è il comportamento di questi organismi nazionali sovraordinati. Qui ci mettiamo a te, perché poi lì ci mettiamo uno della mozione3, nel sud ci va uno del PDCI, perché poi al Nord devono essere tutti nostri sennò succede un casino. Con quale e quanto entusiasmo andiamo a votare per le europee?  Per me esiste e deve esistere una via e un modo Indipendentista per Rifondazione. Parliamone, si apra la discussione, mi piacerebbe che nascesse un gruppo di riferimento che inizi a portare queste sacrosante istanze in discussione.

Prosegui la lettura…

CONTRO OGNI GUERRA, PER LA PACE E LA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA.

2 Maggio 2009 Nessun commento

Il Circolo Ilaria Alpi nasce con il proposito di dare voce alle diverse realtà politiche culturali che si sentono un po’ in disparte nel panorama cittadino e non solo. Vorremmo che questo spazio diventasse una prateria immensa dove chiunque possa compiere le proprie incursioni. Non importa la tribù di provenienza, importa la cultura che questa tribù esprime e, soprattutto, ci importa la volontà di scambiare sensazioni, opinioni, pensieri, stati d’animo, incazzature, principi, dubbi, e tutte quelle contaminazioni culturali che ci possono far crescere come persone democratiche e rispettose di tutte le opinioni diverse.

Prosegui la lettura…